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Sinistro tardivo e attestato di rischio dinamico, cosa sono e come bisogna comportarsi in merito

Quante volte abbiamo sentito sui giornali o in Tv il termine sinistro tardivo? E il concetto di attestato di rischio dinamico? Diciamo abbastanza da capirci poco o nulla, ecco perché adesso cerchiamo di fare chiarezza su questi due aspetti diversi ma collegati.

Per sinistro tardivo, come dice la parola stessa, intendiamo un incidente denunciato in ritardo, spesso e volentieri dopo oltre un anno da quando è avvenuto e pagato dalla compagnia assicurativa negli ultimi sessanta giorni di validità di una polizza Rc Auto o dopo la sua scadenza.

In questi casi può accadere che l’assicurato, che ha denunciato il sinistro tardivo, cambi compagnia assicurativa proprio in contemporanea alla denuncia del sinistro stesso, impedendone così, nei fatti, la registrazione nell’attestato di rischio. Così facendo, quindi, all’assicurato, nella nuova compagnia, viene applicato il bonus anziché il malus a danno di altri clienti.

Con l’attestato di rischio dinamico, questo comportamento, scorretto e per giunta compiuto in malafede, non sarà più possibile porlo in essere dal momento che verrà disposta la procedura di recupero o di riciclo dei sinistri tardivi in maniera del tutto informatica.

Questa particolare procedura si divide in quattro fasi che si articolano nel seguente modo:

1.       Nella prima fase viene preso in carico il sinistro tardivo trasmesso obbligatoriamente alla banca dati degli attestati dalla compagnia di provenienza dell’assicurato;

2.       Nella seconda, viene individuata nella banca dati delle coperture assicurative Rc auto, tramite il Codice IUR, la compagnia che assicura successivamente il veicolo;

3.       Bisognerà segnalare alla compagnia assicurativa il sinistro tardivo da indicare nella “Tabella Sinistrosità” pregressa dell’attestato di rischio dinamico a fine anno;

4.       Nella quarta fase sarà possibile effettuare modifiche relative ai soli sinistri tardivi (ad esempio, il “riscatto” del sinistro “tardivo” tramite rimborso alla compagnia che lo ha liquidato, se il riscatto era previsto dal precedente contratto o la correzione, la cancellazione in caso di erronea registrazione del sinistro “tardivo” stesso).

Il sistema informatico degli attestati comunicherà il sinistro tardivo alla compagnia che assicura il rischio in quel momento, la quale deve aggiornare l’attestato di rischio dinamico e riclassificare il contratto in malus alla fine dell’annualità assicurativa, secondo quanto previsto dal contratto stesso. Alla scadenza del contratto, quindi, scatterà il malus sia se l’utente rimane con la stessa compagnia, sia se la cambia.

L’obiettivo insomma è quello di scongiurare truffe, frodi e speculazioni al momento della stipulazione delle polizze; speriamo che la tecnologia ci dia una mano!

 

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